Piccole e grandi storie
La guerra delle Falkland
Descrizione
Una bandiera mostrata dopo una partita tra Argentina e Inghilterra riporta improvvisamente al centro una guerra combattuta quarantaquattro anni fa. Su quel lenzuolo c’è scritto: “Las Malvinas son Argentinas”. La frase viene da lontano. Nel 1986 Diego Armando Maradona eliminò l’Inghilterra dal Mondiale segnando prima con la celebre “mano de Dios” e poi con quello che sarebbe stato definito il gol del secolo. Anni dopo avrebbe raccontato che quella vittoria era sembrata agli argentini una rivincita per la sconfitta subita quattro anni prima nella guerra delle Falkland. Ma che cosa accadde davvero nel 1982? Le Falkland, chiamate Malvinas dagli argentini, sono un piccolo arcipelago dell’Atlantico meridionale, situato a meno di cinquecento chilometri dalla Patagonia e a quasi tredicimila chilometri da Londra. Il Regno Unito ne esercita il controllo dal 1833, mentre l’Argentina continua a rivendicarne la sovranità. Il 2 aprile 1982 la dittatura militare guidata dal generale Leopoldo Galtieri occupò le isole. Il regime argentino, responsabile della scomparsa di migliaia di oppositori, attraversava una grave crisi economica e politica. La riconquista delle Malvinas avrebbe dovuto ricompattare il paese intorno alla giunta militare. A Londra, Margaret Thatcher decise di reagire inviando nell’Atlantico meridionale una grande flotta. Cominciò così una guerra breve ma sanguinosa, combattuta tra navi, sommergibili, aerei e giovani coscritti costretti a sopravvivere nelle torbiere gelate delle isole. L’affondamento dell’incrociatore argentino General Belgrano provocò 323 morti. Due giorni dopo, un missile Exocet argentino colpì il cacciatorpediniere britannico Sheffield. Nella baia di San Carlos, ribattezzata dai marinai britannici “il vicolo delle bombe”, gli aerei argentini attaccarono le navi volando a pochi metri dal mare. Dall’altra parte del fronte combattevano soprattutto ragazzi di diciotto o diciannove anni, spesso provenienti dalle regioni più povere dell’Argentina. Molti soffrirono la fame, il freddo e le violenze dei loro stessi ufficiali. La guerra terminò il 14 giugno 1982. Morirono 649 argentini, 255 britannici e tre abitanti delle isole. La sconfitta accelerò la caduta della dittatura argentina; la vittoria rafforzò invece il governo di Margaret Thatcher. La questione della sovranità, però, non è mai stata risolta. L’Argentina continua a considerare le Malvinas parte del proprio territorio, mentre il Regno Unito rivendica il diritto degli isolani a decidere il proprio futuro. Nel referendum del 2013, 1.513 abitanti votarono per restare territorio britannico; soltanto tre votarono contro. Questo video racconta la guerra delle Falkland attraverso le sue vicende politiche e militari, ma soprattutto attraverso le persone: Patrick Watts, che continuò a trasmettere mentre i soldati occupavano la radio; i giovani coscritti argentini abbandonati al freddo; i civili rinchiusi a Goose Green; i reduci che, molti anni dopo, riuscirono a incontrarsi e a stringersi la mano. Perché gli Stati disegnano confini sulle mappe. Le guerre, invece, ricadono sempre sulle persone in carne e ossa.